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Villa dei Centroni

Cosiddetta VILLA DEI CENTRONI

I resti della cd. Villa dei Centroni si estende sul pianoro di una colata lavica del Monte Albano e nel suo sottosuolo si snoda la fitta rete di cunicoli di una cava di pozzolana che, verosimilmente, fu messa a frutto per la realizzazione della villa. La parte residenziale, posta sopra un sistema di costruzioni, uniche strutture attualmente conservate, era costituita da numerosi ambienti in gran parte di piccole dimensioni, disposti attorno ad un’ampia corte.

Nel settore nord-ovest del complesso si trova una “natatio” (piscina) rimessa in luce nel 1943, davanti alla quale si erge un interessante prospetto architettonico con archetti chiusi, delineati da pilastrini. Nella villa, databile probabilmente alla prima metà del I sec. a.C., si trovano impiegate l’ “opera incerta” a schema particolarmente irregolare e in misura minore l’ “opera laterizia”, in uno degli esempi più antichi di questa tecnica costruttiva. Il complesso conservò anche nell’età imperiale il suo aspetto originario: la villa nel corso degli anni subì, infatti, solo minimi interventi di restauro.

Un’iscrizione onoraria, scoperta con buona probabilità nell’area della villa, dove viene riportato il “cursus honorum” (elenco delle cariche ricoperte) di un senatore di nome Quinto Caecilio Marcello, fa ritenere plausibile la sua appartenenza, almeno per un certo periodo, alle proprietà dei Cecilii.

La denominazione di Centroni è invece collegata, non senza dubbi, a tale “Centronius” o “Cretonius”, personaggio noto da una satira (Sat. XIV, 86 ss.) di Giovenale (poeta dei tempi di Traiano, autore di 16 Satire), come ambizioso proprietario di ville ricche e sontuose.

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